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02/02/2015

Batteria Asus N61jq

Nel balletto dei tablet, al momento, si diverte solo Apple: nel 2011 l'iPad catturerà il 68% del mercato Tutte tavolette Android, cui faceva compagnia l’Ep121, super tablet con processore Intel Core i5, display touch da 12,1 pollici e sistema operativo Windows 7. Ebbene questo prodotto in Italia al momento non sarà commercializzato – Regno Unito, Francia e Germania i Paesi “imposti” ad Asus da Microsoft e Intel – e quando arriverà si presenterà a professionisti e appassionati con un indiscutibile bagaglio tecnico e funzionale ma con un’evidente zavorra, il prezzo. Che potrebbe essere anche superiore ai 1.000 euro. Un prodotto, in estrema sintesi, al cui cospetto anche l’iPad passa per device economico e alla portata di tutti.

La tabella predisposta da Gartner, relativa al mercato dei media tablet per sistemi operativi, non lascia dubbi: la tavoletta di Apple e la piattaforma iOs sarà la prima scelta nel 2011 con una quota del 68,7% (era all’83,9% nel 2010), si confermerà tale anche nel 2012 sebbene scenderà al 63,55 e pure nel 2015, quando l’iPad catturerà il 47,1% della domanda con oltre 138 milioni di unità vendute. I tablet Android, per contro, arriveranno fra quattro anni a coprire il 38,6% del mercato (113 milioni di pezzi) con un escalation progressiva importante anno dopo anno (il sistema operativo di Google ha chiuso il 2010 con il 14,2% di share).

Il mercato delle piattaforme per media tablet dal 2010 al 2015 (fonte Gartner)E gli altri Os? Si divideranno le briciole. MeeGo è accreditato dagli analisti dell’1% del mercato, WebOs (Hp) del 3%, QNX (Research in Motion) del 10%. E Windows? Del sistema operativo di Microsoft non c’è traccia e anche attribuendogli tutta la quota stimata da Gartner per i cosiddetti “others” parliamo di un misero 0,2% della domanda nel 2015, per complessivi 700mila unità. Se così fosse, Steve Ballmer sarebbecostretto a rivedere molte delle sue dichiarazioni profuse in materia, pur considerando il fatto che a Microsoft sta molto più a cuore riemergere negli smartphone (vedi in tal senso l’operazione Nokia), dove la montagna da scalare si chiama soprattutto Android.

Per gli addetti ai lavori la domanda è comunque già un’altra e cioè cosa farà Acer, oggi? J. T. Wang l’ha messa su questo piano, sbilanciandosi un pochino ma senza entrare troppo nei dettagli dei possibili rimescolamenti di strategia o di uomini: “l’azienda ha bisogno di un periodo di riassestamento. L’industria è cambiata anche troppo, e per questo la nostra formula, di successo in passato, deve cambiare. Il personal computer resta al centro del nostro business, abbiamo fondamenta solide e continueremo ad espanderci, in particolare nel segmento dei pc e stiamo entrando nel nuovo mercato dei dispositivi mobili, dove investiremo con l’obiettivo di essere presto protagonisti. Non continueremo a parlare di essere il numero uno nei notebook. Piuttosto, cercheremo la leadership nei dispositivi mobile. Cercheremo di creare profitto e valore del marchio, e poi parleremo di quantità”.

Il futuro è quindi tracciato ed è tassativamente colorato di smartphone e tablet. Trovare gli attributi giusti per fare adeguata concorrenza ad Apple, Nokia e compagnia non è però così facile e il solo argomento del prezzo - che ha fatto la fortuna di Acer nei netbook, tanto per fare un esempio – non può certo bastare. Oltretutto c’è un particolare da non omettere: è da almeno 10 anni che la casa taiwanese cerca fortuna sul fronte mobile (Pda prima, telefonini poi) ma con scarsissimi risultati e la cosa non può essere imputabile al caso. Logico quindi che Wang abbia professato cautela e spento le voce su quello che sarebbe il target di vendita in ambito tablet – nelle scorse settimane si parlava di 5-7 milioni di pezzi - per quest’anno. La settimana scorsa l'istituto di ricerche di mercato Gartner ha rilasciato le cifre riguardanti le vendite di personal computer al mondo nel secondo trimestre dell'anno.

Il volume globale del trimestre è stimato in 82,9 milioni di pc venduti pari a un incremento del 20,7% rispetto all'analogo periodo 2009, meglio delle previsioni. Il numero degli acquirenti è tornato a crescere del 13% anche se il prezzo medio continua la sua discesa anche se frenata rispetto ai tassi dei due anni scorsi.Ciò che colpisce gli analisti è che il segmento dei cosiddetti mini-notebook ha continuato a crescere ma meno del 20% dando segno evidente di essere arrivato alla "maturità".Classifiche e spostamenti dei costruttori nel trimestre in EMEA sono ben visibili nella tabella allegata.Dei 24,1 milioni di pezzi venduti nel trimestre in Europa, oltre il 20% è appannaggio dei mini-notebook. Le stime di Gartner prevedono che il secondo semestre europeo dei pc sarà ancora più forte. Le prime cinque marche crescono bene un po' tutte. Acer torna a confermare la sua prima posizione mescolando bene qualità dei prodotti, ampiezza d'offerta e prezzi accettati dal mercato. Dell invece ha sofferto un po' nelle performance per una non buona situazione di mercato in UK. Asus, Samsung e Sony stanno usando in modo strategico i mini-notebook per guadagnare quote nei volumi di vendita. Asus conquista la quarta posizione a scapito di Toshiba.

Scena: il cameriere sta versando il succo di frutta e una musica di sottofondo martella i timpani. Improvvisamente tutto si blocca: niente più musica, il cameriere ha il colpo della strega e dalla brocca continua a uscire il succo che si versa sul tavolo, l'altro cameriere è impietrito mentre ritira i bicchieri dalle mani degli ospiti, la hostess ha il sorriso congelato e l'occhio perso nel vuoto. 
I VIP della sala di Smau Business Bologna sono sconcertati. Soprattutto dalla immobilità dei camerieri: non staranno mica male?Poi tutto riprende normalmente col messaggio: "Non lasciare che il software pirata blocchi quello che fai!".E' l'avvio della campagna di comunicazione promossa da Microsoft con la collaborazione di Acer, Asus, Dell, HP, Samsung e Toshiba, contro l'utilizzo di software contraffatto.

Esplicito il riferimento al "blocco di Windows 7" dopo il lungo periodo di utilizzo provvisorio senza la registrazione ufficiale. Ma in realtà la campagna di comunicazione non è legata a nessun prodotto specifico se non un richiamo a ciò che può accadere in un'azienda in cui un software piratato improvvisamente si blocca e ferma nello stesso istante l'attività aziendale. Il target della campagna di comunicazione è il pubblico generico che sarà raggiunto e sensibilizzato utilizzando ogni sorta di social network. Anche i partner Microsoft avranno la loro dose di sorpresa sorprendente: riceveranno una lettera personale inviata alla vecchia maniera tramile la Posta. Ma, aperta la busta, la lettera è incollata, non si estrae del tutto. Anche qui il messaggio è spiegato: caro partner, aiuta i tuoi clienti a capire l'importanza del software originale, fatti portatore del verbo della lotta alla pirateria perché, dal punto di vista dell'economia del Paese, un software pirata toglie i soldi dalle tasche dei negozianti onesti, da quelle delle software house che sviluppano applicazioni, da quelle di chi fa la loro manutenzione e aggiornamento quotidiano. E dal sito internet Microsoft vengno forniti i dettagli delle offerte commerciali che aiutano i partner ad aiutare i clienti a regolarizzare il parco licenze dei propri pc.

Gran parte del potenziale di internet, quindi, va resta inespresso, sfruttato solo da pochi (privilegiati?), mentre tutti gli altri guardano a internet come a una sorta di parco giochi dove intrattenersi prima di cena.L'infrastruttura si migliora con il denaro e con la serietà, ma per migliorare la cultura specifica non basta sbandierare investimenti milionari.Asus presenterà entro la fine dell'anno non uno ma due e-book reader. Il Sunday Times ha confermato che il colosso taiwanese ha in mente di colonizzare il mercato con un entry-level da poco più di 100 euro, e una soluzione premium caratterizzata da un doppio schermo.

Il multi-display consentirà di far scorrere le pagine da un pannello all'altro, di leggere un testo da una parte e navigare online dall'altra, oppure di redigere documenti trasformando uno schermo in tastiera virtuale. L'ultima novità, a dir poco sconvolgente, è che l'e-book reader Asus sarà il primo ad abbandonare le scale di grigio per il colore.Era il 12 agosto, e il giudice aveva dato tempo fino all'azienda fino alla metà di ottobre. Microsoft aveva però richiesto una sospensione della sentenza e un procedimento d'urgenza per l'appello.Oggi apprendiamo che la corte ritiene che il colosso di Redmond possa continuare a vendere il suo prodotto, in attesa della sentenza d'appello, prevista per il prossimo 23 settembre, una tempistica davvero fulminea - anche per gli Stati Uniti.

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