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19/03/2015

Batteria ASUS K72JR

Tutti questi soggetti potranno vendere le loro applicazioni attraverso il markeplace di HP Sdn App store, che ospiterà sia le app sviluppate da HP stessa, sia quelle create insieme ai partner, sia quelle realizzate dalla community (e certificate dai partner dell’ecosistema). Le applicazioni potranno poi essere implementate nelle reti con pochi clic di chi le acquista.“Saranno le applicazioni a trasformare il modello Sdn in una tecnologia di rete ampiamente utilizzata”, ha spiegato Rohit Mehra, vice president of network infrastructure di Idc. “Il paradosso è che, affinché le applicazioni realizzino questa innovazione, occorrono investimenti nell’infrastruttura per il loro sviluppo così ingenti da rendere il processo proibitivo. L’introduzione di un Sdn App Store e di un Sdn Developer Kit costituisce un’alternativa accessibile per gli sviluppatori”.

“La tecnologia Sdn”, ha dichiarato Bethany Mayer, senior vice president e general manager, networking di HP, “offre al settore del networking opportunità di innovazione straordinarie che ora possono essere sfruttate per compiere un enorme balzo in avanti. HP ha sviluppato il portafoglio di soluzioni Sdn più completo del settore insieme ad un ecosistema Sdn aperto, che mette a disposizione delle aziende e dei partner un ambiente in cui allineare rapidamente la rete alle esigenze del business e delle applicazioni”.

A completamento di questo ecosistema aperto per il software-defined networking, HP ha aggiunto il supporto di OpenFlow a dieci nuovi router della linea HP FlexNetwork, inclusi i modelli HP MSR2000, 3000, 4000 e HP Virtual Services Router (Vsr) Series. Questi modelli si affiancano al portafoglio di 50 switch già abilitati OpenFlow, che rappresentano oggi più di 25 milioni di porte installate. 
Di fronte a un nemico sempre più abile e organizzato, le aziende devono allearsi. Hp inaugura l’autunno con diverse novità mirate a rafforzare le difese dei suoi clienti nei confronti del cybercrimine, e fra queste spicca Threat Central: si tratta della prima piattaforma di security intelligence sviluppata da una community, e basata sul principio della condivisione del sapere. In altre parole, sul principio del crowdsourcing applicato alla sicurezza e agli interessi delle aziende.

Threat Central consente ai membri della community di condividere dati sulle minacce, analisi e misure correttive per contrastare più rapidamente le attività informatiche illecite e prevenire efficacemente gli attacchi. Come? Per esempio, inviando agli utenti iscritti degli alert in caso di identificazione di una minaccia o di attacco subito da un’altra azienda; questo permette alle organizzazioni di ricercare al proprio interno eventuali indicatori simili a quelli rilevati nell’azienda colpita, ed eventualmente di muoversi per anticipare le mosse dei cybercriminali. In sostanza, la piattaforma offre funzionalità di intelligence in tempo reale su vettori di attacco, metodi, motivazioni e autori specifici che si celano dietro gli attacchi.

“Gli autori di abusi informatici”, commenta Jacob West, chief technology officer, Enterprise security products di Hp, “oggi tendono a organizzarsi come un mercato sommerso, condividendo le risorse e le tecniche per sferrare attacchi sempre più sofisticati, capaci di causare danni estesi alle aziende di tutto il mondo. Per contrastare questa forma di pirateria collaborativa, le aziende devono far fronte comune condividendo in tempo reale e in via confidenziale le informazioni di intelligence, al fine di creare un sistema di difesa unificato”.

Oltre ai dati messi in comune dalle aziende, la piattaforma aggregherà anche statistiche e risultati di indagini condotte dal centro di ricerca sulla sicurezza di Hp e dai partner, così come dati generati da prodotti e servizi di Hp stessa. I risultati del lavoro di intelligence, attentamente esaminati e correlati, verranno poi comunicati ai membri attraverso un portale online dove è presente anche un forum per discussioni e commenti. Inoltre, a mano a mano che vengono acquisiti nuovi dettagli e aggiornamenti su uno specifico attacco, tutte queste informazioni verranno condivise e messe a disposizione dei clienti di Hp ArcSight.Sviluppata dagli Hp Labs, il polo centrale di ricerca dell’azienda, la piattaforma attualmente è già utilizzata da un gruppo selezionato di clienti di Hp ArcSight, che la stanno testando; inoltre, tutti colori che fossero interessati a partecipare possono contattare via email Hp stessa all’indirizzo HPThreatCentral@hp.com.

Nuovi prodotti e un momento di celebrazione per lo storage di Oracle. L’azienda ha annunciato un nuovo modello e un nuovo software della linea StorageTek, dimostrando di credere ancora nell’archiviazione su nastro, e dunque nelle potenzialità di una soluzione economicamente economicamente meno onerosa per chi la adotta. Sul fronte opporto, quello delle performance e della velocità di trattamento dei dati, l’annuncio riguarda l’appliance Oracle ZFS Storage ZS3-4: anch’esso una novità di prodotto presentata pochi giorni fa, il sistema si è rivelato più rapido rispetto ad analoghi modelli dei competitor Ibm e Hp.

L’azienda di Redwood Shores parla addirittura di nuovo record mondiale di velocità aggregata: precisamente, 17.244,22 SPC-2 Mbps, con un SPC-2 Price Performance di 22,53 dollari. Quest’ultima voce corrisponde a un benchmark composto da tre test di performance I/O sequenziali per le applicazioni che includono l’elaborazione di file di grandi dimensioni, le query per grandi database e i video on demand. Tutto ciò risulta particolarmente significativo per le aziende che utilizzano strumenti di business analytics e di reporting a elevata velocità di elaborazione.Oralce non ha mancato di sottolineare i vantaggi offerti da questa sua soluzione rispetto a quelle della concorrenza: ZFS Storage ZS3-4 vanta una velocità di elaborazione superiore dell’11% e un rapporto prezzo/prestazioni 5,8 volte migliore rispetto a Ibm DS8870 (ovvero il modello che ha ottenuto il migliore risultato SPC-2 mai registrato da Ibm); similmente, il sistema di Oracle raggiunge una velocità di elaborazione superiore del 31% e un rapporto prezzo/prestazioni 3,9 volte migliore rispetto a Hp P9500 XP Disk Array.

Il più tradizionale storage su nastro trova, invece, nuova linfa nella doppietta presentata con StorageTek T10000D Tape Drive e con il software StorageTek Linear Tape File System, Library Edition. Il primo è definito dal produttore come “il tape drive più veloce e con la più alta capacità del settore”, e può soddisfare le necessità dei fornitori di servizi cloud alla ricerca di una più rapida capitalizzazione. Questo modello offre il 54% in più di capacità per cartuccia rispetto alla precedente generazione, fino a 8,5 TB nativi, e può aiutare i clienti a ridurre i costi di acquisizione per il backup dei data center del 35%. La velocità di salvataggio e recupero dati arriva a un massimo di 252 MB/s ec nativi.

StorageTek Linear Tape File System, Library Edition è un programma che consente di effettuare un “copia e incolla” dei file dai sistemi di storage, su nastro o su disco, senza dover utilizzare un ulteriore software specifico per la gestione dell’archivio o del backup. Il tutto è reso possibile da una struttura del file conosciuta come quella Nas, con incluse le funzionalità di ricerca e di indicizzazione a cui si può accedere direttamente attraverso un’interfaccia standard di file di sistema. Questa soluzione, sottolinea Oracle, consente ai clienti di approfittare del basso costo per terabyte garantito dal nastro, senza dover sostenere il peso delle operazioni e le spese generate dalla gestione dei tape tradizionali.

Si chiama ZBook 14 il nuovo notebook di fascia alta che HP propone a professionisti e aziende. Le particolarità che lo contraddistinguono sono molte, a partire dal display SVA eDP da 14 pollici retroilluminato a LED, con trattamento antiriflesso. Le versioni che sono state presentate negli Stati Uniti sono due: una con schermo touchscreen, l'altro con il pannello standard. Le risoluzioni contemplate vanno da un minimo di 1366 x 768 pixel a un massimo di 1920 x 1080 punti, passando per i 1600 x 900 pixel.

Fra le opzioni di configurazione si può scegliere fra la grafica integrata Intel HD Graphics 4400 e il chip dedicato AMD FirePro M4100 con 1 GB di GDDR5: una differenza sostanziale che divide chi deve sbrigare solo lavoro d'ufficio da chi deve svolgere applicazioni grafiche impegnative, compresa la progettazione con programmi professionali. Quanto ai processori le opzioni prevedono gli Haswell Core i5 o i7, affiancati da un massimo di 16 GB di memoria SDRAM a 1600 MHz.Per l'archiviazione dati invece l'opzione più economica è quella del disco fisso tradizionale SATA da 5400 RPM e capacità di 1 TB, ma non mancano i modelli da 7200 RPM, e gli SSD di varie dimensioni, fino a 500 GB.

Il fattore di forma è quello di un ultrabook, dato che lo ZBook pesa 1,62 chilogrammi e misura 33,9 × 23,7 × 2,1 centimetri. Insomma: chi è alla ricerca di un notebook quanto più vicino possibile a una workstation, ma non vuole un "trasportabile" trova nella configurazione al top di gamma una soluzione molto interessante. Non ci sono informazioni sui prezzi in Europa, ma una cosa è certa: non saranno a buon mercato.Nel mondo dei data center e del networking uno dei temi caldi del momento – riecheggiato anche durante il recente VMWorld svoltosi a San Francisco – è la prospettiva di integrare reti fisiche e virtuali in un’ottica software-defined e con possibilità di controllo centralizzato. L’ultimo annuncio in merito è quello fatto, in tandem, da Hp e VMware: le due aziende svilupperanno insieme la prima soluzione di rete federata, che offrirà automazione e visibilità unificata delle reti fisiche e virtuali del data center dei clienti. Disponibile nella seconda metà dell’anno prossimo, promette di generare risparmio di tempo e denaro per chi la adotta.

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