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29/06/2015

Batteria Sony VGP-BPS23/B

I servizi di HR Resources e Payroll, per il personale in servizio e in pensione in Italia e in Austria, saranno erogati attraverso una società dedicata di proprietà congiunta, ES Shared Service Center SpA.

I benefici aspettati, fanno sapere in una nota le due aziende (legate da accordi di fornitura di servizi per la gestione dell’infrastruttura tecnologica, le applicazioni e gli ambienti desktop e di stampa della società.da oltre 10 anni), spaziano da una maggiore economia di scala alla razionalizzazione dei costi amministrativi, dalla migliore qualità delle transazioni a un’ottimizzazione della reportistica relativa a personale e retribuzioni.

UniCredit, nel dettaglio, realizzerà la migrazione delle varie piattaforme di HR ed Erp (Enterprise resource planning) verso un modello standard unificato, basato su soluzioni SAP, mentre HP fornirà i servizi Applications Transformation e per guidare la trasformazione della banca verso la piattaforma, ospitata presso i data center del gigante californiano, che sfrutta i sistemi della casa tedesca.

L’implementazione delle applicazioni enterprise SAP, assicura inoltre HP, fornirà a dipendenti e manager funzionalità self –service, unitamente a un portafoglio semplificato di applicazioni e tool di supporto. HP potrebbe tagliare fra l'8 e il 10 per cento della propria forza lavoro a livello globale, pari a un minimo di 25mila addetti. La notizia è stata riportata da molti autorevoli siti finanziari, che citano fonti anonime e fanno calcoli leggermente differenti sull'ammontare delle cifre. In tutti i casi però manca il dato più importante: i tempi pianificati dall'azienda per partire con il nuovo piano di ristrutturazione.

L'agenzia Reuters reputa per esempio che i tagli potrebbero includere prepensionamenti, già in discussione con i diretti interessati. Attualmente HP impiega oltre 320mila persone in tutto il mondo, quindi la scure potrebbe cadere nel peggiore dei casi su 30mila impiegati. L'ufficialità dell'operazione è attesa mercoledì 23 maggio, quando il Ceo Meg Whitman annuncerà i dati finanziari relativi al secondo trimestre fiscale.

Bloomberg, in merito all'ipotesi di lay off, pubblica gli stessi numeri di Reuters, mentre Business Insider riferisce di una riduzione del personale nell'ordine del 10-15% della forza lavoro. E dello stesso avviso è Arik Hesseldahl di AllThingsD, che parla dell'eliminazione di 30mila posti di lavoro. Amit Daryanani di RBC Capital's scrive che 25mila tagli sarebbe un numero adeguato e darebbero un segnale positivo agli investitori e che "HP probabilmente annuncerà un onere di ristrutturazione compreso fra 1,5 e due miliardi di dollari e ha bisogno di una base di reddito stabile per godere dei benefici delle iniziative di ristrutturazione".

Secondo gli analisti la notizia è attendibile, era ampiamente prevedibile e sarebbe un effetto diretto della decisione della Whitman di fondere la divisione PSG (Personal and System Group) con quella delle stampanti. Certo, la decisione è dolorosa, ma per Brian Marshall di ISI Group il taglio "consentirebbe investimenti in aree di mercato strategiche a più elevata crescita" ed "eliminare 18mila posti di lavoro potrebbe tradursi in un risparmio di circa 1,2 miliardi di dollari e in un incremento degli utili per azioni di 50 centesimi l'anno".

Il taglio avrebbe dunque due finalità complementari: cost saving e nuovi investimenti in mercati più redditizi. La questione della profittabilità è oggi, del resto, una delle spine del fianco per Hp. Un rapporto redatto da Morgan Stanley evidenzia in tal senso come l’utile operativo per dipendente della casa di Palo Alto, pari a 35mila dollari, sia decisamente inferiore a quello delle altre grandi firme dell’industria tecnologica, da Apple e Ibm (entrambe a quota 49mila dollari) fino ad EMC (67mila).

Fa specie quindi notare un particolare: 10/15mila delle figure in esubero apparterrebbero alla divisione “enterprise services”, e cioè il ramo di azienda su cui la multinazionale di Palo Alto aveva investito massicciamente nel recente passato, partendo dall’acquisizione (nel 2008) di un colosso dei servizi come Eds per 13,9 miliardi di dollari. Il business dei servizi informatici, a quanto sembra, non ha prodotto i risultati sperati, o perlomeno ha mostrato segni di declino in termini di marginalità.

La trimestrale che verrà annunciata mercoledi prossimo dovrebbe quindi fare chiarezza tanto sull’entità del nuovo taglio quanto sulle proiezioni di fatturato per l’intero esercizio, che stando alle previsioni di Bloomberg potrebbe registrare un calo del 4% anno su anno scendendo a quota 122,4 miliardi di dollari.

Come si spiega l’ulteriore frenata del comparto? Gartner ipotizza due scenari, convergenti fra loro. Il primo vede gli utenti privati aver spostato l’attenzione su prodotti alternativi al pc, e quindi smartphone e tablet, e quindi ridotto gli acquisti di notebook e desktop, contribuendo in maniera determinante a una frenata a volumi del consumer del 3,8%.

Il secondo attesta una moderata crescita delle vendite di prodotti professionali - comunque in calo a consuntivo del 2,5% anno su anno - dovuta alla sostituzione dei vecchi modelli con quelli nuovi equipaggiati con Windows 7 e mette in risalto come la domanda di notebook e netbook sia scivolata indietro del 5,1% al cospetto di un segmento desktop in timidissima risalita (+0,3%).

Batteria Samsung AA-PB3VC3B

Secondo Tarak Mehta, responsabile della divisione Low Voltage Products di ABB, “il centro di Zurigo Ovest sarà una vetrina mondiale per dimostrare che la corrente continua è una tecnologia complementare per i data center perchè migliora l'affidabilità riducendo al minimo i costi di installazione e manutenzione”.

Dello stesso avviso, naturalmente, anche Franz Grueter, Ceo di Green, che assicura come il sistema, quando funzionerà a pieno carico, “si tradurrà in un risparmio fino al 20% nel consumo di energia dalla rete al chip e a livello di sistemi di raffreddamento”.
Le vendite di server in tutto il mondo sono cresciute dell'1,5 per cento nel primo trimestre del 2012, ma i ricavi sono diminuiti dell'1,8 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questa è in sintesi la fotografia del settore server scattata da Gartner, secondo cui il periodo è stato caratterizzato da una crescita relativamente debole delle spedizioni a livello globale, con variazioni significative dei risultati per regione.

"In tutte le aree geografiche si è registrata una crescita delle spedizioni dei server, tranne che in Europa occidentale, dov'è stato rilevato un calo del 6,4 per cento. In termini di fatturato, l'area Asia-Pacifico, Medio Oriente, Africa ed Europa segano un declino. Questi risultati non sono poi così sorprendenti, considerate le variazioni delle condizioni economiche in queste regioni".

La migliore performance è stata quella registrata dai server x86, che sono cresciuti dell'1,7 per cento in termini di unità vendute, e del 5,6 per cento per ricavi. In calo invece i prodotti basati su piattaforma RISC/Itanium, che sono calati del 5,7 per cento e hanno portato entrate in negativo per il 15,2 per cento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

A riguardo ricordiamo la posizione forte di Oracle, che ha annunciato di voler abbandonare la produzione di prodotti per server Itanium perché la reputa ormai una piattaforma morta. HP, che resta il maggiore produttore di questo tipo di prodotti, ha una visione opposta e per sostenere la sua tesi ha denunciato Oracle. Nella categoria "altri" ci sono per lo più i prodotti mainframe, in calo del 16,4 per cento.

Dall'analisi per regione emerge che l'Europa orientale è la zona in cui si si è registrata la crescita migliore, con spedizioni in aumento del 16 per cento. Al Giappone invece va il merito di avere fatto registrare la più alta crescita di ricavi, in salita del 10,6 per cento nel periodo in analisi.

IBM si riconferma alla guida del settore server a livello globale sulla base del fatturato, grazie a entrate pari a circa 3,5 miliardi di dollari (comunque in calo del 7,2 per cento rispetto allo stesso periodo dello scoroso anno), ma la sua quota di mercato è solo del 28,1 per cento. Va a Fujitsu invece il merito dell'unico produttore che ha registrato una crescita positiva dei ricavi: 4,5 per cento.

Il primo produttore mondiale per numero di pezzi venduti è invece HP, che è rimasta sostanzialmente in pareggio (-0,4%) rispetto al primo trimestre 2012. La lieve flessione è dovuta principalmente alle vendite non entusiasmanti dei prodotti ProLiant e Integrity: la market share globale è comunque del 29,2 per cent e per la casa di Palo Alto c'è da registrare l'annuncio dei nuovi ProLiant Generation 8 (comprendenti sei distinte famiglie di prodotto, di cui due blade, basate su processori AMD Opteron 6200, Intel Xeon E5-2400 e Xeon E5-4600).

Passando infine all'analisi per fattori di forma, i server blade hanno subito un calo delle vendite dell'1,3 per cento ma hanno portato un incremento dei ricavi del 5,6 per cento. Le soluzioni per rack si sono comportate in modo opposto: le vendite sono salite dello 0,4 per cento, ma i ricavi si sono contratti del 5,3 per cento.

HP conferma ufficialmente il piano di ristrutturazione che prevede il licenziamento di 27mila dipendenti nei prossimi due anni tramite prepensionamenti, ossia l'8 per cento della forza lavoro globale. In questo modo l'azienda risparmierà 3,5 miliardi di dollari all'anno.

L’agenzia cita come fonte un ex top manager di MTN Group, società sudafricana che ha dato vita (possedendone il 49% del capitale) alla joint venture MTN Irancell con un consorzio controllato dal governo iraniano. Proprio questa azienda avrebbe partecipato direttamente – dando parere favorevole alla costituzione di una società iraniana di comodo – alle transazioni, via Dubai, dei prodotti sotto embargo all’operatore mobile.

A provare la possibile esistenza di accordi commerciali fra le varie parti ci sarebbe un documento ufficiale di MTN Irancell, risalente al 2008, in cui emerge chiaramente l’interesse per l’acquisto dei componenti oggetto di querelle.

Dai vertici di MTN Group, come riporta ancora la notizia pubblicata da Reuters, sono arrivate le smentite del caso, tese a confermare come non siano mai state condotte transazioni, direttamente o indirettamente, per aggirare le sanzioni previste dalle normative Usa. E sulla stessa lunghezza d’onda si sono espreessi anche i portavoce ufficiali Cisco, Hp e Sun, che hanno garantito il rispetto in toto delle normative in materia e riferito di aver dato luogo comunque a investigazioni interne in merito alla faccenda. 
Lo hanno realizzato ABB, Green (società svizzera specializzata in servizi informatici per i data center) e Hewlett Packard in qualità di fornitore degli apparati hardware (server e storage) ed opera nella periferia Ovest di Zurigo. Quale la sua prerogativa? Essere il data center più potente al mondo fra quelli alimentati in corrente continua in alta tensione (a 380 Volt).

28/06/2015

Akku HP hstnn-i80c

Verschneite und frostige Gebiete findet der Held des Spiels an jeder Stelle. Doch welche Anforderungen werden an die Notebook-Hardware gestellt? Wir haben uns die PC-Version von Skyrim auf acht Systemen genauer angesehen. Wir haben uns für ein maximales, vierfaches Anti-Aliasing entschieden, um Notebooks mit schwächeren Grafikkarten in den Vergleich mit einbeziehen zu können. Vor der Anpassung der Grafik-Optionen prüft Skyrim das System und reduziert die Einstellungsmöglichkeiten. Ein Notebook mit Intel HD Graphics 3000 kann so nur ein vierfaches Anti-Aliasing konfigurieren. Gaming-Geräte mit Nvidia Geforce GTX Grafikkarten können hingegen auch mit achtfachem Anti-Aliasing umgehen.

Für ein flüssiges Skyrim-Gameplay benötigen Sie bei niedrigen Einstellungen ein System mit dedizierter Grafikkarte und einen leistungsfähigen Zweikern-Prozessor. In unseren Fall eine Nvidia Geforce 410M oder AMDs Radeon HD 6470M. Preislich beginnen passende Geräte ab 400 Euro. Bei der Auswahl von mittleren oder hohen Detailstufen empfehlen wir einen Intel Core i5 oder Core i7 Prozessor sowie die Nvidia Geforce GT 555M oder eine AMD Radeon HD 6770M Grafikkarte. Der Preis steigert sich nun auf 700 Euro. Wenn Sie auf sehr hohe Details und ausgeprägte Kantenglättungs-Optionen setzen möchten, müssen Sie tiefer in den Geldbeutel greifen. Selbst die Kombination aus Intel Core i7-2670QM und Nvidia Geforce GTX 570M kommt hier an ihre Grenzen und der 1.000 Euro Kostenpunkt wird überschritten. An einer Nvidia Geforce GTX 580M oder einer SLI-Lösung führen bei diesen Optionen keine Wege vorbei. Preislich steuern Sie hier auf 2.000 Euro zu.

Redaktions-Empfehlungen
Sparfüchse greifen zu einem HP Pavilion dv6 oder dem Lenovo IdeaPad Y570 und bleiben so knapp unter 700 Euro. Für hohe Detailstufen empfehlen wir das Medion Erazer X6819 oder MSI GT683DXR. Gut betuchte Gamer kaufen für maximale Details das Alienware M17xR3 oder Schenker Notebooks XMG P501. Beobachtet man die Gaming-Community, so hat The Elder Scrolls 5: Skyrim eine sehr gute Chance auf den Titel „Rollenspiel des Jahres 2011“. Für Spieler am Notebook wird der Genuss von hohen Details jedoch deutlich teurer als bei Shootern wie Call of Duty: Modern Warfare 3. Zwar können mittlere und hohe Detailstufen bereits auf Notebooks ab 700 Euro gespielt werden, für den vollen Genuss müssen wir jedoch über 1.800 Euro investieren. Wir empfehlen den Griff zu einem Gerät mit Nvidia Geforce GTX 570M und Intel Core i7 Vierkern-Prozessor. In den kommenden Wochen und Monaten werden neue Patches und Treiber für das Spiel und die Grafikeinheiten erscheinen, welche die Performance verbessern werden. Somit könnten Sie mit ein wenig Geduld auch für 1.000 Euro maximale Qualität erreichen. Wenn Sie direkt zu Weihnachten mit Skyrim starten wollen, dann müssen Sie zu einer GTX 580M greifen und über 2.000 Euro ausgeben. Eigentlich wollte der berühmte Schriftsteller Alan Wake nur Urlaub machen. Mal raus aus der Stadt, die Schreibblockade und Schlafstörungen loswerden und ein paar ruhige Tage im beschaulichen Örtchen Bright Falls verbringen.

Doch die Albträume werden schlimmer, die Grenzen zwischen Realität und der Fiktion seiner Horror-Bestseller verschwimmen und auf einmal findet sich der Protagonist allein im Wald, bewaffnet mit einer Taschenlampe und einem Revolver, verfolgt von Schattenwesen. Immer wieder tauchen Manuskriptseiten auf, welche seine eigene, gruselige Geschichte vorwegnehmen. Seine Frau Alice wurde entführt und nun setzt Alan alles daran der Geschichte, die er selbst schreibt, ein gutes Ende zu geben.

Alan Wake lebt von der angsteinflößenden Atmosphäre, der geschmeidig erzählten Geschichte und vor allem von dem Wechselspiel aus Licht und Schatten. Bevor man die schattenhaften Gegner mit konventionellen Waffen bekämpfen kann, muss man sie mit Licht schwächen. Das finnische Entwicklerstudio schafft es mit der düsteren Stimmung, dass man sich geradezu nach den spärlich gesäten Lichtquellen im Spiel sehnt, sich über jede Packung Akkus für die Taschenlampe freut und aufatmet, sobald der Tagesanbruch eine Nacht voller alptraumhafter Schrecken beendet. Das Spiel ist nichts für schwache Nerven.

Mittelklasse-Gamingkarten wie die Nvidia Geforce GTX 560M bieten merklich mehr Leistung und schaffen auch mittlere Detaileinstellungen mit durchschnittlich mehr als 40 FPS. Sehr hohe Einstellungen lassen die Bildrate in Gefechten und Actionszenen schon mal einbrechen. Dafür braucht es mindestens eine Geforce GTX 570M, noch stärkere Karten wie die Nvidia Geforce GTX 580M oder die AMD Radeon HD 6990M liefern auch in den höchsten Einstellungen jederzeit spielbare Raten. Bei einer Full HD Auflösung von 1.920 x 1080 Pixel stößt aber selbst ein solches High-End System an seine Grenzen. Mit kontinuierlichen 30 Bildern pro Sekunde ist Alan Wake zwar spielbar, die eingangs erwähnten, imposanten Effekte der Leuchtpistole lassen sich jedoch nicht flüssig darstellen. Für ein flüssiges Spielerlebnis sollten also schon 600 Euro investieren. Wollen Sie ihr Notebook an einen Full HD Fernseher anschließen und Ultra-Settings genießen, landen Sie schnell oberhalb der 2.000 Euro Marke.